La mia prima Moto – Cagiva Raptor

Nel maggio 2022, presi la decisione un po’ avventata di iniziare (senza scuola guida) il percorso per ottenere la patente della moto, quella senza limiti sulla potenza. Partendo da zero esperienza e senza nemmeno ancora una moto in garage. Così, mi sono lanciato nella ricerca di una moto che fosse allo stesso tempo potente abbastanza per poterla usare all’esame ed economica visto che non sapevo bene cosa ne avrei fatto.
Il 14 maggio del 2022, il colpo di fortuna: mi imbatto in un annuncio di un paese vicino alla mia città con una moto che, a primo impatto solo esteticamente, attrae subito la mia attenzione:

Una moto naked, Italiana, sportiva, con un motore giapponese affidabile e soprattutto a un prezzo ragionevole per me che non sapevo nemmeno cosa stavo facendo. Le recensioni online non facevano che confermarne le lodi da ogni punto di vista per questo modello.
Dopo aver affrontato la solita burocrazia italiana per il passaggio di proprietà, e chiesto a un amico di portarmela in garage (non sapevo nemmeno accenderla) l’affare era concluso.
E così, per una cifra ragionevole, realizzai il mio piccolo sogno: la mia prima moto era lì, nel mio garage. Ma non avevo nemmeno idea di quale dei due pedali fosse il cambio e quale il freno.


La sera stessa inizio a guardarmi qualche video su YouTube, imparando tutto ciò che c’era da sapere su come guidare una moto. Il giorno dopo decisi di passare alla pratica, senza neanche ancora il casco ma, per la prima prova, decisi di rimanere nei limiti del mio box.
Accesi la moto e iniziai a muovermi, lasciando andare lentamente la frizione e aggiungendo un po’ di gas, presto realizzando che 75 cv per 180 kg di moto non erano uno scherzo per un novellino. Senza aiuti elettronici, la moto richiede una dovuta delicatezza sul gas, sopratutto essendo un bi-cilindrico. Dopo un’ora a zigzagare avanti e indietro in prima, provai a passare alla seconda marcia: il mio primo cambio! Tuttavia, lo spazio era troppo limitato per osare oltre, segnando il momento per un’uscita ufficiale.
Il giorno successivo, con l’auto, andai finalmente a comprare il casco, pronto uscire dal limite del mio box. Indossato il casco e messa una giacca di pelle (non avevo ancora la vera giacca da moto) sono uscito in strada e, non so con quale coraggio, mi sono arrampicato su per i tornanti di Lecco. L'”impresa” andò bene, tranne qualche difficoltà nelle ripartenze in salita.
Presto le brevi uscite nei dintorni di casa si trasformarono in vere gite sul lago di Como e poi ancora più lontano. Ero finalmente entrato in sintonia con la Cagiva, ed ero felicissimo.

Presto iniziai anche a fare qualche passo nei dintorni come il San Marco, ignorando che in realtà quello sarebbe stato il primo di tanti, tanti, tanti giri e passi in giro per l’Italia:
E poi finalmente il 25 Ottobre 2022, il fatidico esame per nulla scontato essendo totalmente autodidatta. L’esame si compone di due circuiti uno veloce (che devi finire entro un tot di tempo) e uno lento (in cui ci devi impiegare più di un tot di tempo). Quello che mi preoccupava di più era il lento perchè per me che fino a 5 mesi non sapevo nemmeno accedere la moto,, fare lo slalom a passo d’uomo con 200Kg di moto non era semplicissimo.

La sera prima ero in un parcheggio, al buio, con qualche cinesino preso su amazon a provare il percorso:
Le prove vanno bene e mi danno fiducia, per quanto avessi disegnato il percorso con approssimazione da solo e senza un effettivo cronometro.
Il giorno dopo è il giorno dell’esame e tutto fila liscio:

E poi da li le prime modifiche, il mio primo tagliando fatto in casa e i miei pirmi giri di più giorni con tante persone con le stesse passioni:
E da questi momenti che ho capito che avevo fatto la cosa giusta nel realizzare quel mio piccolo sogno e che la Cagiva è stata la scelta perfetta per riuscire a realizzarlo. Perchè è vero che l’ho pagata poco, ma ora per me ha un valore speciale: